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La storia inizia in una fredda domenica mattina in quel di Prato nella nostra sede durante un Laboratorio della Scuola.

Fra le mani l’informe cespuglio di ginepro alla ricerca della forma nascosta.

Prima operazione: pulizia della vegetazione.

Forbici alla mano, si iniziano ad eliminare i rami che sicuramente non potremo utilizzare successivamente, eliminiamo anche molta vegetazione alle ascelle dei rami, quella più debole o addirittura secca.

Piano piano la forma del tronco e dei rami principali diventano più leggibili permettendo una analisi della pianta più dettagliata. La base presenta due curve molto pronunciata, una radice ormai secca esposta fuori dal terreno che ha provocato lo shari naturale visibile nella foto.


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Salendo verso l’apice, dopo le prime due curve, troviamo un tratto diritto e cilindrico che interrompe il movimento della pianta ed al quale, in qualche modo, dovremo ovviare.

La vegetazione è abbondante e permette molte possibilità nel progettare il futuro bonsai. Alla fine la decisione è presa.

“Dovrà sembrare una ragazza che fa la danza del ventre, con sette veli che svolazzano nell’aria”.

Il progetto è nato.
Si eliminano ancora dei rami, si disegnano gli shari e si abbozzano i futuri jin con l’obiettivo di creare due vene ben distinte, ben gonfie e separate che salgono lungo il tronco, mantenendo così la sensazione di flessuosità del tronco, ma allo stesso tempo di vigoria e salute della pianta.

Per eseguire questa operazione sono stati utilizzati dei coltelli affilati per incidere la legna viva senza effettuare lacerazioni e garantire una migliore cicatrizzazione e sgorbie per ripulire la parte di legno secco scoperta

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Dopo la lavorazione degli shari è stata la volta del filo. I rami più grossi sono stati prima protetti con della gomma dopodiché è stata filata tutta la pianta pure ai rami più fini.

Il tempo scorre, gli ultimi centimetri di filo arrivano a lambire i ciuffi verdi della vegetazione e finalmente si passa alla modellatura.

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Seguendo il progetto iniziale siamo andati a riposizionare la ramificazione, aprendola a ventaglio, cercando di ricreare la struttura dei palchi che ci avrebbe consentito una più agevole impostazione dell’intera pianta.

Muovendo gli interi palchi ed accorciando la vegetazione sostituendo gli apici abbiamo ricreato la struttura della pianta. Ad uno ad uno i “veli” vengono spiegati e posizionati in modo che la brezza possa passare fra un velo e l’altro muovendoli come leggere onde del mare.

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Come ultima operazione sono stati eliminati alcuni rami in eccesso.

La Ragazza dei Setti Veli può iniziare la sua danza…

Seguiranno altre fasi di impostazione e rifinitura, ma prima di tutto, la prossima primavera, la pianta sarà rinvasata in vaso più appropriato.

Arrivederci alla prossima puntata.